lunedì 17 giugno 2013

Haute Couture Perform-Arte

Via le catene dorate.
Probabilmente lo è già. Libera intendo.
Interessante esperimento è HOT COUTURE, l'evento firmato Le Talpe, giovedì 20, dalle 18 alle 22 in via Panisperna a Roma.
La designer Valentina Casale sceglie per il proprio debutto una location... "diversamente solita".
Dopo una prima partecipazione in collettiva durante l'edizione invernale di Altaroma 2011, con conseguente premio portato a casa, Valentina decide (insieme a Guido Laudani, copartecipe del progetto imprenditoriale) di presentare la sua capsule di grande eleganza accogliendo con perplessità prima ed entusiasmo poi, la sfida lanciata dal team de Le Talpe: "sganciare" l'haute couture dai rigidi schemi fisici e mentali della passerella,  algida e perfetta cornice in cui si fa danzare la maestria artigiana. Questo set è però troppo spesso..rigido, asettico, imbellettato. 

                                                               (un piccolo assaggio)


Si propone qui l'haute couture fiabesca che va a  radicarsi nel tessuto urbano, metropolitano, che si"umanizza" e si "sporca", senza perdere la sua allure e si fa HOT, calda perchè viva.
Una ballerina di danza moderna inscenerà questo contatto con vita vera..improvvisando una danza dai toni tribali. "sganciare" l'haute couture dai rigidi schemi fisici e mentali della passerella, algida e perfetta cornice in cui far danzare la maestria artigiana.
Il set è però troppo spesso..rigido, asettico, imbellettato.
Si propone qui un' haute couture da fiaba che si radica nel tessuto urbano, metropolitano, che si "umanizza" e si "sporca", respira, si fa HOT , calda perchè viva.
Una ballerina di danza moderna inscenerà questo contatto con vita vera..improvvisando una danza dai toni tribali. Il dj set d'eccezione sarà del duo MUZIK BOUDOIR... i modelli.. venite a vederli di persona!!!
Meglio non mancare!!!! 

https://www.facebook.com/MuzikBoudoir

mercoledì 5 giugno 2013

Mia zia vende frutta, Mio zio ripara scarpe. In Thailandia siamo tutti parenti.



                                                                                                  di Federica Maccari

Soli al mondo? andiamo a cercar parenti.
Ma andiamo con ordine. E proviamo a chiarire le idee con un esempio.
Premessa: un po’ di glossario italo-thai.
PAROLA
TRADUZIONE
PRONUNCIA
Fratello
Chai
dove “ch” va letto con un suono dolce
Sorella
Sao


Ci sono io. e ipoteticamente ho un fratello e una sorella. Il fratello, più grande, lo chiamero’ “P”
*dove pero’ il suono della “i” è un suono lungo... tipo in “pii, per cui potrò chiamare mio fratello
più grande “P chai”. La sorella, più piccola, la chiamero’ “Nong” per cui “Nong sao”. E se fosse il
contrario avrei una sorellona che chiamerei “P sao” e un fratellino che chiamerei “Nong chai”. I
termini “fratello” e “sorella” pero’ si possono benissimo omettere e ci si puo’ limitare a chiamarli
semplicemente “P” e “Nong”.
“P” e “Nong” sono gli stessi appellativi con cui si chiamano le altre persone: i colleghi di lavoro,
gli amici, anche solo i camerieri del bar dove ti fermi saltuariamente. Non importa che tu li
conosca o meno, puoi indistintamente chiamarli “P” o “Nong” a seconda di quanti anni pensi che
abbiano in confronto a te: quelli più vecchi “P” e quelli più giovani “Nong”.

 
Ma torniamo alla famiglia di poco fa. Ci siamo io e i miei fratelli/sorelle. E poi ci sono mia madre
e mio padre.  Mia madre e mio padre avranno dei fratelli o delle sorelle, miei zii e zie. In
thailandese bisogna però fare un’ulteriore distinzione: se il fratello, o la sorella, sono più vecchi dei
miei genitori verranno chiamati con un determinato appellativo, se più giovani con un altro.
Se avessi uno zio più vecchio di mia madre e di mio padre, lo chiamero’ “Lung”, se fosse invece
una zia “Pa”. Invece i fratelli e sorelle più piccoli dei  genitori li posso chiamare indistintamente 
“Na”. Persone invece  esterne alla mia famiglia, ma nella fascia d’età dei miei genitori saranno
chiamati “Lung” “Pa” o “Na”. 
Pausa…. (riprendete fiato)
La signora che mi vende la frutta al mercato non sarà mia sorella maggiore, ma potrà essere o la
mia zia “vecchia” (Pa) o la mia zia “giovane” (Na).  Ma se la signora in questione fosse molto
avanti con gli anni, tanto da poter essere mia nonna, potro’ chiamarla direttamente “Giai"
ovvero come se fosse la mia vera nonna. E la stessa cosa se fosse un uomo. 

       (zio più giovane di mia madre)
Tutti questi appellativi possono essere usati singolarmente o anteposti  al soprannome
della persona a cui ci riferiamo. 
 (zio più vecchio di mia madre)
Perché parlo di soprannomi ? perché in Thailandia (come se non bastasse) tutti ne hanno uno.
Anche in italia, direte. Certo, vero. 
I Don Peppino o' sciupafemmine esistono anche da voi. 
Qui però il nome di battesimo compare SOLO nei documenti.
Mai usato tra amici, il nome compare solo in occasioni formali come, ad esempio, una riunione
di lavoro. Capita dunque spesso di lavorare gomito a gomito con colleghi di cui si scoprirà il
“nome all’anagrafe” solo mesi più tardi. (Eden per rifugiati sotto falso nome, no?).
Se in Italia ci si arrovella sulla formalità e su se e quando sia il caso di preferire il “Lei”
diversamente dal “tu” per non mancare di rispetto ad un adulto, qui ci si chiede …. “ sarà più
giovane di me, di mia madre?”  E così via…. Guai a chiamare una più piccola di te “sorellona”, le
ragazze sono permalose anche in Asia. Se porti male la tua età sei nei pasticci.
(Nota provocatoria di Wandering) Come la mettiamo col botox? 
Forse, la moda della gomma
non ha ancora invaso a tappeto il Sol levante… 


giovedì 23 maggio 2013

Verdeggiamo??

Tappeto green all'Auditorium parco della Musica di Roma.
Grande successo per la tre giorni dedicata al verde in tutte le sue declinazioni e sfumature.
Soluzioni per tutti. Non vi è alcun tipo di preclusione... non è necessario essere esperti, nè avere un giardino.. basta un balcone, anzi ...una finestra e tanta curiosità.


Interessanti le follie d'autore, un concorso dedicato a progettisti chiamati a reinterpretare il paesaggio, geniale “la sedia che scotta” una follia che proietta la vista del suo giocatore verso il fuoco dell'Auditorium. Essa non è per tutti, è d'obbligo raggiungerla attraverso un giardino acquatico. E più si ha coraggio di dondolarsi più si avrà modo di vedere quel fuoco geometrico nella cavea, per liberarsi in un volo temporaneo e libero. Libero dalla crisi e dalla cura.




  Bello anche il tappeto good design per un esterno domestico.


Nella sezione “balconi per Roma”, la creatività esplode; nove idee per arredare un piccolo spazio quale può essere il balcone, appunto.

Simpatico il Greentable, un piccolo orto in cassetta, trasportabile e facile da montare... mentuccia da mojito sempre fresca e disponibile.
Una pausa chez Steccolecco, gelati "nudi" che un bagno di dolcezza veste di cioccolato fondente.


Tra un geranio ed un limone ecco l'installazione di Tiziano Guardini, lo stilista della natura....il significato dell'attribuzione... vien da sé.... 



Arredopallet propone invece mobili da interno ed esterno realizzati con i bancali riciclati. Un’idea originale, ecosostenibile, a basso costo ed impatto ambientale.
Marco Gramaglia, vivaista torinese ci ricorda le proprietà afrodisiache di alcune piante comunemente usate in cucina; dal sedano al prezzemolo, dall’ origano alla senape, passando per la salvia. 
Sì....da domani guarderete il vostro basilico morente sul davanzale con occhi diversi...


Interessante sapere poi che il prezzemolo del giappone contribuisce in modo importante al rinnovamento cellulare.
L'operaio celeste crea sculture con materiali riciclati regalati dal mare.


Poco più avanti incontriamo Dottor green, Aurelio Valentini, agrotecnico, garden designer, curatore di parchi e giardini, è in grado di fornire una diagnosi sullo stato di salute delle nostre piante e utili consigli per creare un giardino, balcone, terrazzo armonico.
Atmosfera frizzantina, luci, colori, profumi. Si incontrano qua e là sondaggisti dell'ultim'ora che pongono al visitatore questioni bollenti... 
Porre la bellezza come obiettivo.. quali le azioni da proporre ai politici? 
Questo lo scopo ultimo.

Porre la bellezza al centro, si può.


                                  (il Tempo 18 maggio 2013)

Approfondimenti: 
- http://festivaldelverdeedelpaesaggio.it/
-www.arredopallet.com
-www.operaioceleste.it

domenica 19 maggio 2013

Donna di naso.

Ad ogni pelle il suo profumo.
Claudia Scattolini vive a Bassano del Grappa, nativa del lago di Garda (precisazione importante per la protagonista di questa.. suggestione condivisa).
Dopo una formazione all'ISIPCA di Versailles, la scuola di Guerlain, inizia a creare fragranze on demand..
Le chiedo quali siano le caratteristiche necessarie all'ammissione ad una "scuola per nasi".




I Francesi sono ottimi profumieri ma anche l'Italia vanta
numerose eccellenze. la Francia ha certamente le scuole di elezione, i riferimenti mondiali del settore, che nessun altro possiede. 
L'ISIPCA di Versailles e' la più prestigiosa, i docenti hanno nomi importanti.
Per essere ammessi è necessario superare degli esami, conoscere bene l'Inglese e, in particolare per entrare nel mio corso, era richiesta una laurea scientifica (io sono farmacista).
Diplomarsi alla scuola di Guerlain vuol dire entrare nel mondo fatato della vera profumeria, avere accesso alla chiave segreta della formulazione, imparare a maneggiare le materie prime anche le più rare e preziose, lavorare a fianco dei grandi.



Lavora per designer, architetti, stilisti...
Lancia ora la prima collezione che porta il suo nome, il suo marchio; non cercatela in profumeria, cercatela in altri contesti, luoghi inaspettati..
tra le geomentrie di un accessorio di design, ad esempio.
Io l'ho incontrata da Neo'shop a Roma.Entri per vedere una cesta, esci con cesta e profumo.

I profumi partono dall'anima e vi tornano.

Raccontano di te e la pelle si fa tramite.

Le fragranze nascono da un ricordo intimo e privato della designer;
Marine è barca a vela,  Agrumi un uomo,  Fico un viaggio,  Ambra ha sentori di madre. 
Fragrance Designer è l'atelier dove prendono vita i sogni, dove l'anima si trasforma in un blend di oli essenziali che compongono il profumo, Laboratorio per sogni su misura.



http://www.fragrance-designer.com/ 

 http://www.isipca.fr/
 

martedì 14 maggio 2013

Wandering ZiaBruna: Regalami fiori d'arancio. Matrimonio a costo zero....

Wandering ZiaBruna: Regalami fiori d'arancio. Matrimonio a costo zero....:
No money, no fun?
Lo direte voi.
Senza denaro oggi è possibile fare molto, quasi tutto, anche sposarsi.
E' sempre la storia del sogna e realizza che, come al solito, funziona.
Una giovane coppia torinese ha creduto nel proprio sogno tanto che il prossimo ottobre dirà il suo
.... Sì sponsorizzato.
E'settembre quando Massimo chiede a Federica di sposarlo.
Batticuore e stelline negli occhi, poi una realtà raggelante; non si può.
No money.
Vagabondando in rete Federica si imbatte in una nuova "mania americana", quella di farsi sponsorizzare le nozze.
Bello, idea geniale, sarebbe un sogno.
-Come realizzarlo?
Scarsa disponibilità economica, un lavoro precario e saltuario e capacità organizzativa costituiranno le fondamenta.




Un paio di coppie italiane hanno già sperimentato questo servizio, riuscendo a coprire le spese per il 40/50 %. Non basta.
-Da dove partire?
Federica scrive il suo progetto ed inzia a contattare commercianti, artigiani e aziende italiane di settore.
-Cosa offrirà in cambio?
Visibilità e promozione. Crea un blog sfruttando al massimo le potenzialità dei social media;
i possibili sponsor incuriositi dalla proposta diventano via via effettivi.
Parte una macchina di "corsa al supporto" che renderà necessario dire i primi "no grazie da sovraffollamento".
Avete letto bene. Gli sponsor diventano troppi.
L'intenso lavoro sul web fa sì che Federica incuriosisca anche i canali mediatici classici.
La Rai in primis.
Operazione riuscita. Manca il Sì.



Federica e Massimo dedicano oggi parte del proprio tempo ad aiutare altre coppie, a titolo gratuito, come ovvio.
Condividere gioia è sicuramente più arricchente dell'accumulo di denaro.
Meno monete, più sorrisi.
 
http://cisposiamograzieaglisponsor.blogspot.it/

AUGURI

Regalami fiori d'arancio. Matrimonio a costo zero.

No money, no fun?
Lo direte voi.
Senza denaro oggi è possibile fare molto, quasi tutto, anche sposarsi.
E' sempre la storia del sogna e realizza che, come al solito, funziona.
Una giovane coppia torinese ha creduto nel proprio sogno tanto che il prossimo ottobre dirà il suo
.... Sì sponsorizzato.
E'settembre quando Massimo chiede a Federica di sposarlo.
Batticuore e stelline negli occhi, poi una realtà raggelante; non si può.
No money.
Vagabondando in rete Federica si imbatte in una nuova "mania americana", quella di farsi sponsorizzare le nozze.
Bello, idea geniale, sarebbe un sogno.
-Come realizzarlo?
Scarsa disponibilità economica, un lavoro precario e saltuario e capacità organizzativa costituiranno le fondamenta.



Un paio di coppie italiane hanno già sperimentato questo servizio, riuscendo a coprire le spese per il 40/50 %. Non basta.
-Da dove partire?
Federica scrive il suo progetto ed inzia a contattare commercianti, artigiani e aziende italiane di settore.
-Cosa offrirà in cambio?
Visibilità e promozione. Crea un blog sfruttando al massimo le potenzialità dei social media;
i possibili sponsor incuriositi dalla proposta diventano via via effettivi.
Parte una macchina di "corsa al supporto" che renderà necessario dire i primi "no grazie da sovraffollamento".
Avete letto bene. Gli sponsor diventano troppi.
L'intenso lavoro sul web fa sì che Federica incuriosisca anche i canali mediatici classici.
La Rai in primis.
Operazione riuscita. Manca il Sì.



Federica e Massimo dedicano oggi parte del proprio tempo ad aiutare altre coppie, a titolo gratuito, come ovvio.
Condividere gioia è sicuramente più arricchente dell'accumulo di denaro.
Meno monete, più sorrisi.
 
http://cisposiamograzieaglisponsor.blogspot.it/

AUGURI

giovedì 9 maggio 2013

Tachicardia a tavola. Con amore e per amore.

 Nutrizionista e food blogger? si può. Intw a Valeria Saracco


Food blog .. tutti ne parlano, molti ne immaginano, alcuni ne scrivono.. cos'è in realtà??

Il concetto di base è quello di  un diario virtuale, dove le persone scrivono ricette, diversamente da pezzi di carta volanti e raccolti in un quadernone ad anelli, con la possibilità di salvare foto ed annotare i procedimenti in maniera più veloce; ma la mania impazza e si scrive di eventi, di tour legati al cibo e al vino. I blog stanno via via diventando contenitori di informazioni legate al mondo del cibo, dei produttori locali e non. 
 
Quella del food blogger può diventare una professione. Oltre a colazioni e pranzi offerti a profusione.. come da da vivere??
 

Esiste la possibilità anche se non è facile arrivare ad avere uno stipendio dignitoso. 
I social media manager, chi cioè gestisce la comunicazione virtuale di aziende o di marchi legati al cibo può considerarlo un mestiere a tutto tondo; lo stesso vale per chi offre pubblicità e sponsorizzazione scriverendo di un dato prodotto; si può infine essere inviati specializzati nel turismo enogastronomico. L'idea della rete web quale strumento basilare per il potenziamento del proprio marketing sta finalmente convertendo anche le realtà di nicchia. di poter usufruire di questo canale per potenziare il proprio marketing. 




Come scegli un ristorante..?
Il mio blog è un po' particolare. Faccio infatti recensioni al primo appuntamento d'amore, racconto di luoghi e storie filosofeggiando sulla vita, sempre a tavola. Non seguo rigide classifiche !! Semplicemente mi documento un po' prima di fare visita al locale e mi lascio guidare dalle sensazioni di "pancia"che la location mi desta.
Sto affinando l'intuito però. Se il posto mi ispira mi viene una lieve tachicardia, dunque  seguo i battiti. 



 I tuoi criteri di valutazione.

Essendo la mia al momento una passione, i miei criteri sono quelli classici; dal rapporto qualità /prezzo , al tipo di ambiente, dall'igiene alla simpatia e gentilezza del personale. 
Poi passo alle materie prime, agli accostamenti e all' armonia dei menù.
Anche la grafica e l'orignalità sono punti da osservare.
Meno esperta al momento sugli accostamenti di cibo e vino.. tranquilli.. sto imparando. 
Devo però confessare che a forza di mangiare da chef stellati e tra assaggi e assaggini ai grandi eventi,  sto affinando il palato. 
Non vorrei prendere la sindrome del critico serio e bacchettone quindi preferisco  lo stile da trattoria: tradizione genuina, ricette con ingredienti poveri cucinati con amore. 





Quanto conta il locale ai fini di una recensione? cibo mediocre e location spettacolare Vs cibo sublime e location banale, chi vince?


Per me vince sempre il cibo. Se la location è spettacolare e il cibo mediocre ....prefersico bere un buon bichiere di vino e non mangiare. Se la location è banale ma il cibo è spettacolare tutto l'intorno prende contorni nuovi.


Hai il mappamondo sotto gli occhi.. :


-Breakfast a.. New York pancake o a Merano, in Alto Adige con il pane alle noci, marmellate e semini.

-Colazione a.. Nizza con ostriche e champagne
- Aperitivo .. nella mia Torino lungo il Po
- Cena ..(where and what) A Roma, a Palermo o in qualche paesino della Puglia, magari in una trattoria tradizionale.




Davanti ad un menu' chi vince? La nutrizionista o la blogger sperimentatrice?


L'una si è integrata con l'altra, ci sono voluti anni ma ora riesco a sperimentare facendo attenzione a ciò che mangio. E ad ogni boccone penso alla coerenza dei consigli elarigiti alle mie clienti e metto in bocca la metà di ciò che vorrei. Devo essere di esempio con l'alimentazione e il mio fisico lo dimostra. 

Un consiglio per una serata romantica?? 
duecuorieunaforchetta.com