domenica 20 gennaio 2013

Geometricolatismi russi

E' poliedrico, multicromatico, malleabile e plasmabile, come l'arte che esce dalle sue matite,penne e pennelli.
Dategli una matita ed un supporto (qualsiasi cosa andrà bene, anche un semplice tovagliolino) e vi disegnerà un mondo.
Lui è Beppe Viello, artista geniale.
Appassionato di fumetto, ritrattista spettacolare, vi parla oggi di uno stile "geometricolatista", nato da una ratatouille artistica unica  ed una curiosa storia a colorire il tutto.




I lavori astratti “geometricolatisti” sono il punto di arrivo di un’evoluzione naturale propria di ogni artista o artigiano, dai disegnatori ai pittori,dai mobilieri agli scultori.
Dopo anni di lavoro il tratto (nel caso di pittori e disegnatori) si affina e si semplifica fino ad arrivare all’astratto.
Beppe ha sempre amato in modo uguale sia l’iperrealismo, che uso per le illustrazioni e la grafica, che il tratto astratto ispirato a Mondrian. Bisogna precisare in questo contesto che la realizzazione dell’arte astratta, se non supportata da serio studio è (anche se sembrerebbe il contrario) più difficile della pittura tradizionale perché necessita di una evoluzione costante.
Per quanto lo riguarda i lavori astratti geometricolatisti conservano comunque una parvenza di costruzione grafica e di composizione che li avvicina in modo molto lato alle composizioni tradizionali semplicemente sublimate in forme semplici, ma pur sempre composte e costruite a tavolino. Le uniche cose gestuali e “casuali” sui dipinti  sono le colate o spruzzi di colore che attraversano e coprono le composizioni e servono a dare loro dinamicità.



Le varie composizioni richiamano oggetti e paesaggi o semplici costruzioni geometriche che vengono stravolte e riarmonizzate  grazie all'uso dei colori che vanno a creare un’armonia compositiva.
 

I quadri nascono da schizzi in bianco e nero a matita, come delle grafiche.

E poi...
Capita che in una collettiva di artisti servano dei quadri astratti ..ed ecco i geometricolatismi..
Capita che in una collettiva di artisti servano dei quadri astratti.. meglio se di un'artista straniero..ed ecco la geniale (of course) trovata.

Il nome Eppebo Lleiv Dragomiroff è frutto di uno scherzo perpetrato durante la prima esposizione in collettiva dei quadri astratti di Beppe, serviva infatti un pittore straniero e astratto.
Eppebo Lleiv è chiaramente il mio nome al contrario (Beppe Viello), mentre Dragomiroff deriva da un personaggio di un film giallo di Agatha Christie di cui avevo scoperto l’assassino prima di Hercule Poirot (alcuni amici chiamano Beppe, Dragomiroff, da allora).
Interessante la reazione del pubblico durante quell'occasione.... il tocco " esotico" (nel suo significato storico\letterario) ha  sicuramente contribuito alla visibilità dell'artista.



..... curiosate tra i lavori di Beppe collegandovi a questo link... 








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